Il resto (di niente siamo noi)
The rest (of nothing) is us
Napoli, 2021 
 
32 lettere in scatolato neon con profili di alluminio nero, 
struttura portante in metallo
Dimensioni totali: 25 x 700 x 10 cm circa 

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Selezionato tra i finalisti del concorso "Un'Opera per il Castello", promosso dal Museo del '900 di Napoli, Il progetto affronta il tema dell’eredità sociale della crisi pandemica e prende il titolo dal quasi omonimo libro di Enzo Striano che narra della storia di una protagonista della Rivoluzione Napoletana del 1799: Eleonora Pimentel Fonseca.

Nel Gennaio 1799, Fonseca fu tra le patriote che elusero la sorveglianza di Castel Sant’Elmo favorendo l’entrata dell’esercito francese in città. Alla temporanea cacciata dei Borbone seguì la fondazione di un giornale: il Monitore Napoletano. Da quel momento, Fonseca mise al servizio della rivoluzione quel che aveva di più caro, la scrittura, divenendo tra le prime donne in Europa a dirigere un giornale. La rivoluzione ebbe però vita breve e Fonseca fu presto condannata a esecuzione in pubblica piazza.

Si racconta che le sue ultime parole furono “Forsan et haec olim meminisse iuvabit” [Forse un giorno gioverà ricordare persino queste cose], celebre frase pronunciata da Enea nel primo libro dell’Eneide per incoraggiare i suoi compagni a seguito del naufragio sulle rive di Cartagine.

"Il resto (di niente) siamo noi" consiste in una scritta luminosa, composta con lo stesso carattere utilizzato nel giornale repubblicano, da installarsi negli spazi del Castello dove Eleonora aveva creduto maturi i tempi per un futuro nuovo. Incitando a non scoraggiarsi di fronte alla tragicità del presente, la scritta afferma l’importanza politica di coscienza e memoria collettive e suggerisce che l’avvenire della società dipende da noi.

 

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Selected among the finalists of Naples' Museo del 900 national prize "Un'opera per il Castello", the project addresses the issue of the social legacy of the pandemic crisis and takes its title from the almost homonymous book by Enzo Striano which tells the story of a protagonist of the Neapolitan Revolution of 1799: Eleonora Pimentel Fonseca.

In January 1799, Fonseca was among the patriots who evaded the surveillance of Castel Sant’Elmo by favoring the entry of the French army into the city. The temporary expulsion of the Bourbons was followed by the foundation of a newspaper: the Monitore Napoletano. From that moment onwards, Fonseca put her passion, writing, at the service of the revolution also becoming one of the first women in Europe to direct a newspaper. The revolution, however, was short-lived and Fonseca was soon condemned to a public execution.

It is said that her last words were "Forsan et haec olim meminisse iuvabit" [Perhaps one day it will be useful to remember even these things], a famous phrase pronounced by Aeneas in the first book of the Aeneid to encourage his companions following their shipwreck on Carthage’s shores.

The proposed artwork consists of a neon light written with the same font of the republican newspaper and is meant to be installed in the spaces of the Castle. Urging not to be discouraged by the tragicity of the present, the writing suggests the political importance of collective consciousness and that the future of society depends on us.